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SERRAVALLE: PERCHÉ REGIONE NICCHIA DI FRONTE AD UNA SITUAZIONE DIFFICILE? PRIMA VALUTAZIONE SUL BILANCIO 2017

Il bilancio al 31 dicembre 2017 della società Serravalle presenta un utile netto pari a euro 40, 23 milioni. Il risultato dell’esercizio 2017 mostra una crescita del 65% in rapporto al 2016. Il valore della produzione cioè i ricavi, passano da 218 milioni di euro del 2016 a 230 milioni di euro del 2017 ma nonostante tutto questo la Milano Serravalle non è una società in salute. Naturalmente l’aumento dei ricavi è dovuto all’incremento delle tariffe. La volontà del Comune di Milano e degli altri soci pubblici (pari al 30 % del capitale) di recedere dalla società al contestato (in Tribunale si intende) valore di 2,29 euro per azione è forse la conseguenza della vicenda di Pedemontana? Leggiamo nella relazione che la Pedemontana “si sta concretamente effettivamente adoperando per porre in essere ogni azione necessaria al fine di rispettare gli impegni e le tempistiche previste dagli atti convenzionali per il reperimento della provvista finanziaria e per la realizzazione dell’intera infrastruttura. Tuttavia è necessario precisare che elemento essenziale per la bancabilità del progetto è il reperimento dell’ulteriore quota di equity (cioè i soldi dei soci) necessari per la costruzione dell’intera infrastruttura, per il quale in merito alla suddetta necessità la controllata ha rinnovato la richiesta ai soci di fare tutto quanto nelle loro possibilità affinché si possa reperire l’equity sopra citato. In assenza della disponibilità dell’equity la bancabilità del progetto e quindi l’ultima esecuzione del tracciato sarebbe seriamente compromesso”. Insomma manco dirlo la Serravalle chiede ulteriori soldi (ai soci) per procedere con la Pedemontana. Il messaggio è forte e chiaro ed è stato messo nero su bianco dalla Serravalle, che potrà farsi carico della richiesta della Pedemontana solo a fronte di un adeguato aumento di capitale. Se il Comune di Milano e gli altri soci pubblici, si sfilano da Serravalle a metterci i soldi chi dovrebbe essere se non la Regione Lombardia? Del resto la Serravalle è esposta verso la Pedemontana per complessivi 150 milioni di euro di prestito. Per non parlare del contenzioso con Strabag che per Pedemontana “il rischio di soccombenza viene qualificato come possibile”. Se consideriamo che Pedemontana ha chiuso l’anno 2017 con una perdita di 7 milioni e mezzo di euro a fronte di ricavi per quasi 30 milioni di euro capiamo che siamo di fronte a una vicenda che è  più esplosiva di Lombardia Informatica. La Pedemontana non riuscirà ad avere un pareggio di bilancio prima di cinque anni (secondo loro) e con questo andamento, se dovesse andare male il contenzioso, è una società tecnicamente fallita. Il messaggio di Pedemontana è disperato ed è per chiedere ai soci di reperire i capitali, in assenza dei quali la bancabilità del progetto e quindi l’ultimazione del tracciato sarebbero compromesse. La partecipazione in Pedemontana è stata svalutata per 6 milioni di euro da parte della Serravalle. In questo contesto appare normale che il Comune di Milano che possiede il 18% della Serravalle voglia farsi liquidare il prima possibile. Quello che viene da chiedersi è perché se tutti questi soci pubblici vogliono fuggire dalla Serravalle, Regione Lombardia non prende nessun provvedimento in merito. A dire la verità uno lo ha preso: la Regione ha rinunciato agli interessi attivi pari a 5 milioni di euro che gli erano dovuti da ASAM, la società interamente di Regione Lombardia che controlla al 52 % la Serravalle. E intanto noi paghiamo…

 

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