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SALUTE DIGITALE PER GARANTIRE LA SOSTENIBILITA’ DEL SISTEMA

L’invecchiamento della popolazione e i conseguenti problemi sulla salute, oltre alle aspettative di vita che migliorano costantemente per effetto di cure mediche più efficaci, devono fare i conti con una spesa sanitaria che cresce in misura inferiore al necessario. Le prestazioni sono sempre più care così come le cure farmaceutiche e l’unica soluzione per evitare il collasso del sistema è un incremento di produttività. Significa investire molto in prevenzione e sanità digitale. Si tratta di puntare sull’intelligenza artificiale in campo medico. Entro il 2021 gli investimenti in healthcare raggiungeranno i 6,6 miliardi di dollari nei soli USA. Secondo Accenture questo farà risparmiare fino a 150 miliardi di dollari all’anno in spese per la salute pubblica. In primo luogo ci sono le implementazioni dell’intelligenza artificiale in campo diagnostico come per esempio algoritmi che possono predire l’insorgenza del cancro solo tramite l’analisi di immagini. In alcuni casi si riescono a identificare alcune malattie semplicemente a seguito di riconoscimento facciale. La rosolia, la mononucleosi, la varicella ecc… possono essere diagnosticati con precisione scientifica in una percentuale superiore al 97 % dei casi. Per raggiungere questi obiettivi e portare la medicina digitale a rispondere almeno al 20 % dei bisogni clinici occorre tuttavia investire in tecnologia, ricerca e cultura digitale. Occorre poter disporre di ingenti dati per poter analizzare tutte le variabili del caso. Ma occorre soprattutto superare la diffidenza verso la tecnologia e le sue applicazioni in campo medico. In Italia, da una indagine condotta dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, su 116 Direttori di aziende sanitarie, 600 medici di medicina generale e 2.771 medici specialisti emerge come fra i principali ostacoli all’adozione delle tecnologie digitali, subito dopo le limitate risorse economiche (indicate dal 73% dei Direttori), figurino la scarsa cultura digitale per oltre il 40% degli intervistati, nonché la scarsa conoscenza delle potenzialità degli strumenti digitali e la mancanza di competenze nel loro utilizzo.

 

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