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L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA E’ UNA OPPORTUNITA’ MA EVITIAMO LA REPUBBLICA DELLE BANANE

L’impugnazione da parte del Governo della legge della Regione Lombardia n. 4 del 2019, recante “Modifiche e integrazioni alla legge regionale in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali” ha determinato qualche irritazione nei partiti della maggioranza lombarda. Del resto che ci fossero numerosi motivi di contrasto con la Costituzione lo avevo già detto in Consiglio, esprimendo dubbi anche sulle modalità di lavoro del gruppo di lavoro e della Commissione che non avevano filtrato una serie di norme in palese contrasto con la Costituzione. Questo modo di operare, aggiunto al fatto che il Consiglio Regionale non rispetta le norme in materia di formazione e sorveglianza sanitaria relativamente ai dipendenti, non può che indurmi preoccupazione circa l’attuazione del regionalismo differenziato in Lombardia. La Sanità lombarda è di fatto in mano a pochi gruppi privati e mi ricorda come la United Fruit gestiva il mercato delle banane e il sistema politico di alcuni paesi del centro America. L’epopea dell’ex Presidente Formigoni non è certo da meno di taluni presidenti sudamericani. Il rischio che il regionalismo differenziato, applicato senza adeguati sistemi di controllo, possa trasformare le nostre Regioni in novelle repubbliche delle banane è tutt’altro che remoto, visti i citati precedenti. L’unica possibilità di riforma del nostro ordinamento, in tempi relativamente brevi, è quella prevista dall’art. 116 della Costituzione. Dato che si tratta di una possibilità offerta fin dal 2001 che mai è stata accolta, è chiaro che abbiamo la massima responsabilità nel rispettare l’intero dettato costituzionale nell’attuarla. In particolar modo nella regione più ricca e importante d’Italia non è comprensibile come ci siano enormi liste di attesa per fare esami medici specialistici mentre gli ospedali e le strutture private macinano utili e si espandono a discapito della sanità pubblica. Il nostro ruolo all’opposizione in Regione Lombardia ha proprio la funzione di verificare e denunciare le storture di un sistema politico che affonda le radici nel ventennio formigoniano. Il primo anno di legislatura purtroppo evidenzia una disinvoltura nell’agire e difficoltà a rispettare la normativa nazionale che impone la massima prudenza nelle modalità di attribuzione delle 23 materie del regionalismo differenziato.

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