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LA RIFORMA DELLA SANITÀ LOMBARDA NON DEVE ESSERE SOLO UNA SPARTIZIONE DELLE RISORSE

Le audizioni che la Commissione Sanità sta svolgendo sulle linee guida della Giunta regionale restituiscono una situazione preoccupante.
In sostanza, quasi ogni soggetto audito ha cercato di perorare il proprio interesse rispetto a dare un giudizio complessivo di quella che è la proposta inviata dalla Giunta.
Insomma, tutti che vorrebbero la loro fetta di torta, con istanze troppo spesso corporative e poco rispettose dell’interesse generale.
A partire dagli imprenditori della sanità privata, che hanno dato la disponibilità ad attuare la “Casa della comunità”, passando per il “distinguo” degli enti del Terzo settore, per cui il privato non profit dovrebbe essere preferito a quello profit.
Fino ad arrivare a chiedere che le RSA possano anche diventare “Ospedali della Comunità”.
Tutte istanza legittime, ma ingenuamente ritenevo che al posto dell’assalto alla diligenza ci fosse un dibattito più “elevato” rispetto all’organizzazione della futura sanità lombarda.
Insomma il rischio è quello di accontentare le lobby e di rischiare ulteriormente di privatizzare il sistema sanitario in una polverizzazione di accreditamenti e di offerta concorrenziale che in definitiva mortifica il settore pubblico.
Si è perso del tutto il riferimento a un rafforzamento della governance, con il rischio di ripetere gli errori della legge 23 del 2015, o addirittura di peggiorarne gli effetti con la definitiva marginalizzazione della Sanità pubblica.

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